Il mio cervello ammutolito,
sul secolo che scorre inavvertito,
sui morti a migliaia nell’oceano
sulle persone che mostrano il dardo dell’evenienza
sulla morte, la mia, fantasia eroica di una perdita inutile
sugli amici inafferrabili, pasto ai distacchi e all’incomprensibile
sui pianti inavvertiti, inversati, inversabili, versificati e banalizzati
sulle bombe che esplodono pervertite con schegge di potere e rancore
sul bambino prigioniero che ancora non parla e cosa parlerà?
sulle memorie che si disperdono e spendono, condonano e indulgono
sulle grazie che ci concediamo, le parole incinte, gravide di nuovi abusi
sulle canzoni popolari nuove, che ancora non si sanno cantare
sui balconi costruiti per caso avanti al nulla, sulle pietre dure che spezzano
sulle mani che stringono in cerca di infinito qualsiasi
sulle immagini che girano, circolano, stuprano le fantasie, negano ed evidenziano
sulla mia rivoluzione invisibile, i piani futili, l’impassibilità
Ammutolito il mio cervello su me muto.