martedì, 03 gennaio 2006
Vi Invito a riscoprire Ungaretti, non che il nostro caro Ungaretti non sia abbastanza osannato e acclamato, essendo uno dei pochi poeti contemporanei di fama "diffusa", ma proprio questa fama gli farà male, se l'idea che di Ungaretti siha è quella di un poeta essenziale, semplice ed oscuro, di guerra. Ungaretti è molto di più di tutte le parole che si sprecano sui libri di testo... pochissimi alla fine lo leggono e pochissimi lo sanno... vi invito quindi a provare per credere (leggere per credere)
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giovedì, 19 maggio 2005

Assente, come manchi in questa plaga
che ti presente e senza te consuma:
sei lontana e però tutto divaga
dal suo solco, dirupa, spare in bruma.

(montale)

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martedì, 25 gennaio 2005

Non studio non lavoro non guardo la tivvù

non vado al cinema non faccio sport. 

(cccp)

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categoria:immaginario, artistic
venerdì, 14 gennaio 2005
 

Lo stupido poeta scrive il settecentosettantasettemiliardesimo verso dell’umanità

“costruire, disfare, costruire ancora”.

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categoria:pensieri
sabato, 08 gennaio 2005
 bigwave.jpg (16798 bytes)
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categoria:immaginario
sabato, 08 gennaio 2005
 

Il mio cervello ammutolito,

sul  secolo che scorre inavvertito,

sui morti a migliaia nell’oceano

sulle persone che mostrano il dardo dell’evenienza

sulla morte, la mia, fantasia eroica di una perdita inutile

sugli amici inafferrabili, pasto ai distacchi e all’incomprensibile

sui pianti inavvertiti, inversati, inversabili, versificati e banalizzati

sulle bombe che esplodono pervertite con schegge di potere e rancore

sul bambino prigioniero che ancora non parla e cosa parlerà?

sulle memorie che si disperdono e spendono, condonano e indulgono

sulle grazie che ci concediamo, le parole incinte, gravide di nuovi abusi

sulle canzoni popolari nuove, che ancora non si sanno cantare

sui balconi costruiti per caso avanti al nulla, sulle pietre dure che spezzano

sulle mani che stringono in cerca di infinito qualsiasi

sulle immagini che girano, circolano, stuprano le fantasie, negano ed evidenziano

sulla mia rivoluzione invisibile, i piani futili, l’impassibilità

 

Ammutolito il mio cervello su me muto.

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categoria:pensieri
sabato, 18 dicembre 2004
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categoria:immaginario
venerdì, 17 dicembre 2004
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categoria:immaginario
venerdì, 17 dicembre 2004
 

La merce invenduta piange

Io se fossi un pannolino avrei bisogno della merda di un
Bambino per esistere
Perché la merce invenduta piange
E non capirei perché un bambino nella sua vita caga
Migliaia di pannolini ma non me
Che sono un
pannolino normale come gli altri
Con il mio codice a barre normale
Sulla scatola.

E se fossi uno di quei cosi con la neve e con padre Pio
Penserei di essere meglio di un soprammobile di Giò
Pomodoro perché
Tutte le merci sono uguali di fronte a Dio
E starei male a essere messo in vendita
Alla stazione Centrale di Milano
In un angolino della vetrina del tabaccaio
Tra un cazzo finto e un portasigarette di plastica con lo
Stemma del Milan
Languendo
Per giornate deriso
Perché la merce invenduta piange.

Io conosco il dolore delle pile dei sacchi della spazzatura
Nascosti dietro le scope
Nel reparto casalinghi
Del supermercato, sacchi della spazzatura
Verdi un tempo imposti per la raccolta differenziata dal
Comune e adesso
Negletti e impolverati, decaduti
Plastica più sola di un'anima a marcire
(...)
Io conosco il dolore della "gelatina per dolci
Già detta colla di pesce" sommersa
Da bustine di lieviti Bertolini e sacchetti di zucchero in Scaglie per le guarnizioni
Lo conosco e se io fossi lei mi chiederei perché
Sono "gelatina per dolci già detta colla di pesce"
E non, ad esempio, una fulgida appetitosa scatola
Di mezzo chilo di mezze penne Barilla,
di quelle che si vendono a migliaia
nei supermercati di tutto il mondo.
Io penserei questo tutto il giorno e continuerei a piangere
Perché la merce invenduta piange
E il suo dolore è tanto simile al nostro
Biologico stare sul mercato fino a che c'è domanda
Fino a che l'articolo che siamo non deperisce

Come un diplomato di 52 anni alla ricerca del primo lavoro
Come un corridore automobilistico amputato
Come una ragazza in Giappone
Che a 25 anni nessuno l'ha sposata

Sugli scaffali della vita raggelata miscela
Leone scaduta nel reparto
Caffè o sugo di cinghiale con l'etichettta scollata

Scatole di sale dietetico schiacciata

Aldo Nove.
















































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categoria:poesie
giovedì, 16 dicembre 2004

Opera di Rita Sartacci



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RITA SARTACCI

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categoria:artistic